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Assertivo

Cominciamo col capire chi non è l’assertivo. Immagina per un attimo quante persone conosci che saltano da un comportamento vittimista – dicono sì a tutto per poi lamentarsi di aver detto sì – e poi magari sbottano perché non ce la fanno più. Magari tu stesso sei così: può succedere. Se sei nel mondo della crescita personale avrai già sentito parlare, almeno raramente, di assertività. È una caratteristica di chi nella vita ottiene effettivamente qualcosa di buono. E non è un caso. Ma vediamo in breve cosa significa essere assertivo nella vita.

Il passivo.

La cosa bella degli squilibri è che tendono tutti a stereotipare. Che cosa significa? Che assumono dei tratti semplificati e che, all’occhio attento, risultano in una grande prevedibilità.

Non solo diventano prevedibili, ma diventano anche evidenti a un primo sguardo. Prova a pensare alla relazione di qualcuno che conosci, una di quelle relazioni in cui tu non vorresti mai essere: se in quella relazione manca anche solo parzialmente la libertà di essere, ci metterai poco a capire qual è la disfunzione che c’è sotto. La passività, in questi termini, è una conseguenza di una mancanza interiore, in particolare a livello di autostima e conoscenza dei propri limiti.

Spesso, il passivo, si nasconde dietro la scusa di un’eccessiva empatia, ma ha in realtà un problema di identità.

Se ti riconosci nel passivo, cioè la persona che si sente in balìa della vita – magari ha proprio una vita che fa schifo in questo momento – che non riesce a dire di no e subisce qualsiasi tipo di realtà senza mai alzare la voce quando serve… non disperare. C’è una strada per uscirne, ma non è quella che ti presento adesso.

L’aggressivo

All’opposto del passivo, troviamo l’aggressivo. Quella persona che non lascia esistere gli altri, che non apre nessuno spazio di dialogo e che è fragile tanto quanto il passivo. Dal suo lato, il passivo, almeno non fa danni attivamente alle altre persone. L’aggressivo invece, per coprire la sua insicurezza, è al costante attacco, specialmente quando non serve.

Inutile dire quanto sia sgradevole stare nei dintorni di un aggressivo (io stesso lo sono stato per un periodo lunghissimo della mia vita) e quanto sia una strategia che non porta da nessuna parte e che tende a creare un forte isolamento intorno a persone di questo tipo. Se conosci qualcuno di questo tipo, saprai esattamente chi immaginare e questo ancora per la stessa ragione di prima: dove ci sono mancanze, si formano gli stereotipi.

Il passivo-aggressivo

A metà strada c’è il supereroe di questi due mondi: il passivo-aggressivo, che probabilmente è anche il più comune dei tre, semplicemente perché tutti e tre condividono le stesse mancanze di autostima e autocontrollo e, nel lungo periodo, si ritrovano a usare entrambe le strategie, volenti o nolenti.

Il passivo aggressivo però è un passo avanti, perché le unisce in un piano d’azione (chiaramente inconsapevole) volto sempre a confermare ciò che in fondo lui o lei sa già: e cioè di essere soli in questo mondo e di non avere nessuno che li ascolta. Come puoi notare, anche questo è un disegno stereotipato della realtà, come anche quello che tiene in piedi tutta la baracca del passivo, dell’aggressivo e del supereroe intermedio.

L’equilibrato

Nonostante l’assertività sia un valore molto caro al mondo della crescita personale, è semplicemente un’abilità di base per una persona funzionante. Purtroppo, nel tempo, si sono moltiplicate le situazioni disfunzionali e la mancanza di autocontrollo e autogestione delle emozioni e così, le persone che hanno capacità di questo tipo, diventano degli idoli e degli esempi da seguire.

Questo in realtà è un bene, perché almeno stiamo parlando di persone di qualità piuttosto che esempi di aberrazione, ma davvero dev’essere un esempio una persona che:

  • Dice di no quando deve dire di no
  • Dice di sì quando deve dire di sì
  • Chiarisce quali sono i confini delle sue interazioni con le altre persone
  • Rispetta questi confini
  • Accetta i rifiuti
  • Impara dalle esperienze positive
  • Impara dalle esperienze negative?

Ora, a me queste sembrano davvero le basi di una normale persona equilibrata, ma se vogliamo chiamarla assertiva, chiamiamola così.

Se in questo momento hai qualche problema nel fare le cose indicate nella lista qui sopra, non preoccuparti perché non sei da solo. Nella tua situazione ci siamo passati tutti e ci sono ancora milioni, se non miliardi di persone.

assertivo
Né passivo, né aggressivo: assertivo

Come diventare assertivo?

Prima di tutto bisogna prendere coscienza che noi siamo degli esseri unici e come tali andiamo rispettati, anche da noi stessi. Se non ti rispetti per qualche ragione, è ora di affrontare la cosa. Puoi farlo da solo, con l’aiuto di un amico o di un familiare fidato o, se la situazione è particolarmente difficile, con un professionista.

Una volta ristabilita una parvenza di identità, allora a quel punto si può cominciare a parlare di confini. E si parla di confini con tutti: amici, familiari, conoscenti, colleghi e te stesso.

Perché? Perché se nemmeno a te è chiaro fin dove gli altri si possono spingere, non saprai mai se i limiti sono stati oltrepassati e dove sono. Non saprai mai dove termina il rispetto e dove inizia la violenza, non avrai mai chiaro chi sei tu e chi sono gli altri.

Chiarire i confini di chi sei e chi vuoi essere è molto importante, così che tu possa distinguerti dagli altri, possa essere felice, vivere la vita che vuoi e per permettere agli altri di darti e non toglierti.

Perché è importante essere assertivo.

Saper dire di sì alle giuste persone e alle giuste occasioni ti permetterà di gestire meglio il tuo tempo e di non sprecare il tempo degli altri. Come saprai, il tempo è una risorsa limitata ed è l’unica che hai. Inoltre non hai nemmeno la possibilità di farlo tornare indietro e non sai quando finirà, per cui meglio non sprecarne nemmeno una goccia. Sono sicuro che se il tempo fosse acqua e sapessi che è limitata, la useresti con più parsimonia di quanto fai con il tempo adesso.

Saper dire di no, gentilmente, è unon dei più grandi favori che puoi fare alle persone che ti chiedono qualcosa. Dire no è doloroso per te e per la persona che lo riceve, inutile negarlo. Negare la propria disponibilità è una delle cose più difficili da fare nella vita, specialmente se teniamo alla persona a cui non la stiamo dando.

Ma dire di no quando non possiamo essere disponibili o non vogliamo esserlo è un enorme favore che facciamo all’altro, dandogli il tempo di cercare la persona giusta per essere aiutato e non sprecandolo, finendo per non mantenere la promessa fatta.

Questa è una grande caratteristica di chi riesce a costruirsi una vita su misura, e una delle cose che puoi imparare iniziando il percorso CORE.

Imparare dal passato.

L’assertivo sa perfettamente che il futuro non dovrà essere necessariamente come il passato. Questa è una grande lezione da apprendere nella vita, perché ci permette di apprendere di più da ogni situazione, anche perché per quanti simili, tutte le situazioni hanno le loro peculiarità e dentro quei dettagli si nasconde il tesoro.

Imparare sempre permette di non uscire mai sconfitti. Mentre il passivo subirebbe la sconfitta abbassando la testa e l’aggressivo si arrabbierebbe con la sfortuna o con chiunque debba prendersi la sua responsabilità, l’assertivo progredisce.

Ma questo, dovrebbe essere normale. Se vuoi studiare fonti approfondite a riguardo, non aver paura di leggere Alberti ed Emmons.

Come sempre, sii te stesso.

Dentro di te, se non è già espresso, si nasconde l’assertività. Tu sei già una persona assertiva, anche se finora non lo hai ancora scoperto. Comincia a darti il permesso di essere chi sei veramente e scoprirai forze nascoste dentro di te, che però sono già impresse all’interno delle tue cellule.

E a quel punto, metterai nei posti giusti tutti i sì e i no che saranno necessari.


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