“Non ho tempo!”

Non ho tempo: quante volte lo abbiamo detto?

Io, personalmente, sento questa frase tutti i giorni, fortunatamente quasi mai detta da me.

Il tempo è la risorsa più importante che abbiamo. L’unica che possediamo davvero.

Come siamo arrivati a svenderla per così poco?

Le credenze degli anni ’60

L’Italia ha attraversato un periodo economico piuttosto florido quando alcuni di noi (me compreso) non c’erano ancora.

Durante questo boom sono nati diversi miti. Due su tutti:

  • Il lavoro fisso, a tempo indeterminato
  • La pensione

Cos’è successo, dunque?

Che un’intera generazione ha poi figliato e cercato di inculcare questi ideali ai propri figli.

Che adesso hanno tra i 25 e i 45 anni.

Solo che, nel frattempo, qualcosina è cambiato.

Non ho tempo

Il tempo della tecnologia

Quello che boomer e simili non riescono a capire è che il mondo sta cambiando a una velocità vertiginosa già da un po’.

Questa velocità inaspettata è dovuta alla funzione esponenziale.

Abbiamo imparato a nostre spese come funziona l’esponenziale, durante il lockdown di Marzo 2020, quando i più prudenti avevano già compreso a Febbraio e gli altri si facevano beffe di loro.

Fino poi a trovarsi in un’ondata da film horror di persone intubate e morti soli.

La funzione esponenziale sale più piano di quella lineare, all’inizio.

Poi diventa verticale.

I nostri genitori, o nonni, non riescono a capire quanto veloce vada questa curva oggi per le rivoluzioni tecnologiche, perché per decenni l’evoluzione massima è stata passare dalle poste al telefono fisso.

Poi è comparso il primo cellulare e per diversi anni un avvenimento era un cellulare più piccolo, senza antenna da estrarre.

Poi è arrivato l’iPhone. Facebook. Instagram. Le auto elettriche. I razzi che tornano a casa. Siamo passati da internet che ti chiedeva di staccare il telefono a 1 Gigabit a casa.

Il mondo è cambiato drammaticamente da 10/15 anni fa.

Non ho tempo

Lavoro e vita esponenziali

Questa curva ha inevitabilmente investito anche le nostre vite personali e lavorative.

Il mercato cambia velocemente insieme alle tecnologie e così deve cambiare anche il mercato del lavoro.

Quando hai Amazon che ti porta qualsiasi cosa entro un giorno a una spesa inferiore del tuo negozio sotto casa come puoi pensare tu, piccolo negoziante, di competere? Non puoi.

Quando hai Uber che ti offre un servizio superiore al taxi per un terzo del prezzo, come puoi tu tassista pensare di sopravvivere? Non puoi.

Quando esistono negozi senza casse a cui non puoi rubare nulla, come puoi tu, cassiere, pensare di sopravvivere?

Esatto, non puoi.

E così sarà per tantissimi lavori. Sarà un cambiamento strutturale e tutti ci dovremo adattare in un modo o nell’altro.

Il tuo tempo

Mettiti dei panni di un imprenditore. Se è costretto a scegliere tra una persona fallibile che gli costa 30000 euro l’anno per potergli elargire uno stipendio di circa 1000 euro, e una macchina che gli costa 100k una volta sola ed è praticamente irrefrenabile… chi credi che sceglierà l’imprenditore?

Certo, ci sono anche imprenditori incapaci, che proveranno la scelta economica nel breve termine (il dipendente) e falliranno in un paio d’anni… lasciandolo dunque a casa.

E chiaramente, ci saranno ancora per un po’ molti lavori che potranno essere fatti solo da esseri umani.

In ogni caso, che tu sia dipendente o imprenditore, avrai capito che è il momento di accelerare le proprie aspettative sul futuro e di muoversi prima che sia già arrivato.

Perché l’esponenziale non perdona. Ciò che pensi arriverà fra 10 anni, sarà qui fra 2.

Ciò che cresi sarà qui fra un anno, arriverà fra tre settimane.

Devi accelerare e muoverti.

“Non ho tempo…?”

Se guadagni da mangiare affittando il tuo tempo, ho brutte notizie per te: è il modo meno efficace di creare valore per te stesso.

Lo so, è necessario ogni tanto: dopotutto è il modo più veloce per portare a casa la pagnotta.

L’ho fatto anch’io per quasi tutta la vita.

E attenzione: non sono qui per venderti idee di business online o cagate o network marketing farlocchi. Ti sto parlando solo per avvisarti.

Perché questo succederà comunque, che ci piaccia o no. Meglio arrivarci preparati che esserne schiacciati. Una cosa che puoi fare oggi è cominciare a generare idee per vie alternative e smettere di pensare e dire non ho tempo.

Un’altra cosa importante è cominciare a crearti diverse fonti di guadagno, non necessariamente grandi. Ma diverse.

La prima cosa, dunque, da fare, è prendere atto.

Non ho tempo non è più una scusa. Hai 24 ore al giorno come tutti gli altri.

Come Jeff Bezos, Cristiano Ronaldo, Piero Angela, Xi Jinping e l’accattone sotto casa.

È come decidi di usarle che farà la differenza.

Cosa posso fare?

Non ho tempo

L’unico modo per poter risolvere questo problema a lungo termine è prendere coscienza che il tempo è l’unica risorsa che possediamo e che non tornerà mai.

Per questo, dobbiamo cominciare a valorizzarlo come merita.

Non posso pensare che un’ora umana valga 9 euro. Nemmeno 100, onestamente.

In ogni caso, per poter tradurre in vita queste ideologie, bisogna cominciare a pensare e agire in maniera diversa, lavorare attivamente sulla costruzione di alternative.

E comprendere a fondo chi siamo e cosa desideriamo.

Sono anni che studio e lavoro queste materie per aiutare me stesso e le altre persone e, finalmente, sono riuscito a costruire un metodo semplice e funzionante per creare la vita che desideriamo.

L’ho chiamato Click, come quello che scatta quando trovi l’illuminazione e capisci che c’è un’altra strada.

E che è proprio la tua strada.

Se vuoi saperne di più, entra nel percorso gratuito dedicato a Click. Cominciamo insieme a lavorare alla tua nuova vita.

Puoi farlo dal form qui sotto.

Noi ci sentiamo alla prossima.


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