Coraggio: come vivere una vita degna.

In questo articolo parliamo del coraggio e perché possiamo sceglierlo come strada principale nella vita.

Da cosa è composto il coraggio? Vediamo, un pezzo alla volta, come sviluppare questa virtù e farla fruttare per la nostra vita una volta per tutte. Dopotutto non siamo stati messi al mondo per viver da codardi, no?

Avere cuore

Come avrai probabilmente notato, cuore e coraggio si assomigliano un po’. Se ti piace studiare le lingue, poi, questo dettaglio non ti può essere sfuggito. Cosa può voler dire? Che la radice delle due parole è comune.

Infatti, secondo la sua etimologia, la parola coraggio unisce le due parole cŏr e habere. Avere cuore.

Tralasciando che è una bellissima immagine da distillare in una parola sola, riflettiamo un attimo insieme sul suo significato reale.

Il coraggio nella vita reale

Se pensiamo al coraggio, ci vengono subito in mente atti eroici, sport estremi o scene da film. Mentre quelle sono alcune declinazioni del coraggio, ce ne sono altre che sono più in linea con le vite di tutti noi.

Attenzione, non sto dicendo che non siamo eroi o che non facciamo sport estremi, ma sto dando valore anche al resto della vita, meno plateale ma che richiede talvolta più coraggio che lanciarsi con una tuta alare.

Una definizione completa è quella data da Shelp, che definisce questa virtù come:

“… la disposizione ad agire volontariamente, anche con paura, in situazioni pericolose, dove i rischi rilevanti sono valutati ragionevolmente, in uno sforzo volto a preservare o ottenere il bene per se stessi e gli altri, sapendo che questo bene potrebbe non realizzarsi.”

Shelp, 1984

Qui dentro vedo tre elementi fondamentali:

  • La paura
  • Il bene
  • L’incertezza

Osserviamoli uno a uno.

Il coraggio della paura

Avere coraggio non significa non avere paura. La mancanza di paura è una malattia o, nel caso migliore, un eccesso di sicurezza. Il coraggio è una gestione funzionale della paura, che permette di superarla e sublimarla.

Essere coraggiosi significa agire, proseguire… nonostante la paura. Significa accettare quel tremolio nelle gambe, quei brividi dietro la nuca, quelle scariche di adrenalina che vorrebbero portarti via da dove stai, ma senza scappare.

Significa accettare la sfida e affrontarla di petto, al meglio delle nostre capacità. Ma la paura è sorella maggiore del coraggio: senza di lei, non esiste coraggio.

In fondo è quello che facciamo nella vita, no? Affrontare tutto quello che ci tira addosso, che lo vogliamo o no.

Oltre a quello che la vita ci lancia, possiamo anche scegliere cosa affrontare, senza esserne in balìa.

Il coraggio del bene

A cosa serve sfidare la morte, per fare del male? A cosa serve rischiare la propria libertà per fare danno ad altri? Queste non sono azioni di coraggio, anche se richiedono di affrontare la paura. Non sono azioni di cuore, sono al massimo azioni di pancia.

Il coraggio non è una qualità dei criminali, non è una qualità di chi non persegue il bene.

Il coraggio è esclusiva di chi vive per il bene. Il coraggio è di chi persegue il benessere e la libertà di fare del bene e migliorare la società.

Non è detto che tutte le scelte coraggiose portino a un risultato che alla fine si rivela positivo. Quello dipende dai presupposti e dai valori della persona, e da una miriade di altri fattori.

Tu che tipo di persona sei? Sei qui per il bene e per migliorare la società, oppure stai dall’altra parte?

Il coraggio dell’incertezza

Non tutto andrà come pianifichiamo. Diciamo che quasi niente andrà come pianifichiamo, ma questo non è un problema. Può anzi essere un grosso vantaggio. Dove non cerchiamo, troveremo.

Naturalmente troveremo cose che non stiamo cercando, tra le quali si nascondono cose indesiderate e tesori. Su nuove strade troveremo scorciatoie. Nel buio troveremo nuovi modi di guardare.

L’incertezza non è una sconfitta, è uno stato delle cose. E non perché non siano certe, ma perché non è completa la nostra interpretazione.

Tutto cambia, tutto il tempo. È un fatto, non una possibilità. E cambia in direzioni che non possiamo e non potremo mai prevedere con precisione. Ed è questo il bello delle cose. Tu puoi decidere se resistere al cambiamento continuo, oppure lascarti trasportare e nuotarci dentro.

Affrontare e abbracciare questa incertezza non solo è una prova di coraggio – perché non sapremo mai cosa ci attende davvero – ma è anche l’unico modo efficace per affrontare la vita.

Come vivere una vita coraggiosa

Non c’è bisogno di essere eroi per vivere una vita coraggiosa.

C’è un trucco: essere onesti con se stessi.

Se ci perdiamo in un lavoro che ci fa odiare la nostra vita, non siamo coraggiosi. Nemmeno se lo facciamo per un ipotetico bene. Non c’è bene che possiamo dare se stiamo male. Daresti latte inquinato a tuo figlio, con la scusa di nutrirlo?

Se ci perdiamo in una relazione che ci fa stare male e sentire in trappola, non siamo coraggiosi. Essere soli è un atto di coraggio ben più grande che tenere in trappola due o più persone.

Se lasciamo che i nostri sogni passino, a favore di una vita mediocre che niente ha a che vedere con i nostri desideri più intimi, non siamo coraggiosi. Esiste qualcuno più bravo di te a fare qualcosa che odi e, alla fine, si prenderà il tuo posto. Tu che farai?

E cosa possiamo dare a noi stessi e alle persone che amiamo, se nemmeno ci prendiamo cura delle basi della nostra vita?

Il primo passo del coraggio

Qual è dunque il primo passo da compiere per una vita coraggiosa?

Conoscersi.

Hai letto bene:

  • Sei consapevole dei tuoi pensieri?
  • Conosci a fondo il tuo corpo?
  • Hai chiari i tuoi desideri più intimi?
  • Li rispetti e li esaudisci nella tua vita reale?
  • Le tue relazioni rispecchiano il tuo ideale di relazioni?
  • Raggiungi gli obiettivi che ti prefissi?
  • Sei felice mentre lavori per raggiungerli?
  • Il tuo tempo appartiene a te?

Se rispondi sì a TUTTE queste domande, bene: sei una persona coraggiosa, molto più di quanto credi e siamo sulla stessa lunghezza d’onda. In tal caso sono orgoglioso di te, a prescindere che ci conosciamo o no.

Se, anche solo per una di queste, non hai un SÌ chiaro: momento riflessione.

Cosa posso fare?

Innanzitutto, riprendi in mano le tue scelte. Lo so: sono tanti i fattori da tenere in considerazione. Ma il primo fattore è la tua direzione personale e quella è interamente tua responsabilità:

  • È tua responsabilità conoscerla
  • È tua responsabilità deciderla
  • È tua responsabilità seguirla

Come si trova la propria direzione? Ci sono innumerevoli tecniche, naturalmente, e tantissime attività che si possono fare.

Se vuoi, puoi provarne una immediatamente.

Scarica qui sotto il PDF gratuito per trovare l’inizio della tua direzione e vediamo insieme cosa viene fuori da quella scoperta.

È un esercizio semplice, ma potente.

Noi ci sentiamo alla prossima.

Buon coraggio!


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